Due giorni a Parma: cosa vedere e dove mangiare


A fine settembre ho trascorso due giorni a Parma per il progetto #destinationYOU di Food Valley Travel. Un weekend di cui io stessa ho scelto l’itinerario e le attività, seguendo i miei interessi e gusti personali.

Conosciuta come la piccola Parigi, questa città rivendica un passato francese ed è attraversata da un’atmosfera romantica ed intima. È infatti a misura d’uomo, si può visitare comodamente a piedi o in bicicletta. Ed è anche molto colorata: gli edifici nel centro storico richiamano gli antichi borghi e vanno dal giallo al rosso, per poi sfumare nelle tonalità pastello e in tutto ciò fa da sfondo il magnifico campanile del Duomo. 

I numerosi stili architettonici che ospita questa città la rendono originale e particolare agli occhi di qualsiasi visitatore. Trovandosi sulla via Francigena, in antichità è stata punto di snodo per i pellegrini diretti a Roma o a Santiago. 

 

Parma centro

 

Parma centro

 

Parma centro storico

Cosa vedere due giorni a Parma?

Cattedrale di Santa Maria Assunta

Si trova nella Piazza del Duomo, assieme al Battistero. Esternamente lo stile della cattedrale è romanico padano, con la facciata a capanna realizzata con pietre squadrate, stile che caratterizza altre chiese del Nord Italia (Piacenza e Cremona).

La cattedrale ospita due tesori: un bassorilievo che raffigura la deposizione di Benedetto Antelami e gli affreschi della cupola del Correggio.

Deposizione di Benedetto Antelemi

La deposizione è un capolavoro d’arte gotica. I volti delle figure sono colmi di espressività, le forme, invece, sono sproporzionate. L’opera è irradiata di simbolismo: le braccia di Gesù sono lunghe perché simboleggiano un abbraccio; la croce centrale indica la separazione del bene e del male che rispettivamente corrispondono alla Chiesa cattolica e ai giudei. 

 

deposizione di Antelami

Cupola del Correggio

Correggio ha impiegato quattro anni per realizzare gli affreschi della cupola – una grandiosa opera prospettica – che rappresentano l’Assunzione di Maria. Questo ci fa capire che Parma è una città mariana, molto affezionata alla figura di Maria. 

L’affresco è una spirale di figure che procedono verso il Paradiso. Cristo, al centro della cupola, discende per andare incontro a Maria.  

 

cupola del Corregio

Il Battistero

Il battistero è in concorso per diventare sito Patrimonio dell’Umanità e ha una base ottagonale che stava a simboleggiare l’eternità.

La sua architettura è una significativa giunzione fra l’architettura romanica (nella base) e gotica (nei pinnacoli). Venne progettato da Benedetto Antelami e realizzato in marmo rosa. 

 

Parma centro storico

Palazzo della Pilotta

Deve il suo nome alla “pelota“, che in dialetto significa palla, quella con cui giocavano i soldati nel cortile. Il complesso originariamente era una cittadella militare con le facciate composte da rudi mattoni e ospitava i servizi della corte farnesiana: magazzini, scuderie, caserme. Diventò palazzo d’arte sotto i Borbone con annesso un museo archeologico.

 

palazzo della Pilotta

 

palazzo della Pilotta

Parco Ducale

Il parco è conosciuto anche come il “giardino” e ospita il palazzo ducale, che fu commissionato da Ottavio Farnese e progettato dal Vignola. 

Inutile dirvi che sia uno dei miei luoghi preferiti della città per i colori autunnali che vi ho ammirato e che padroneggiavano nel periodo in cui l’ho visitato. Il posto perfetto per ristorarsi con lunghe passeggiate nelle giornate di sole.

 

palazzo ducale

 

parco Ducale

 

Per godere appieno dell’atmosfera di questa città, vi consiglio vivamente di noleggiare una bici.

Io ho partecipato a un bike tour di mezza giornata con Bike Food Stories e, oltre a visitare il centro storico di Parma, sono stata anche a un caseificio per osservare la produzione del Parmigiano Reggiano. Ve ne ho parlato in questo articolo.

Dove bere/mangiare a Parma?

Parma è città UNESCO per la gastronomia creativa, quindi l’aspetto culinario qui non viene affatto sottovalutato. La mia guida mi ha spiegato che i parmigiani sono legatissimi ai prodotti locali e molto conservatori in cucina, tanto che faticano ad arrivare gli influssi di cucine straniere.

A Parma si può mangiare nelle botteghe alimentari (dalla parola francese boutique). Qui potrete degustare prodotti locali appollaiati su sgabelli di ferro.

Questa città profuma di antiche tradizioni, di lavorazioni manuali e cura artigianale che imperniano tutta la cucina popolare parmigiana. 

Io ho avuto la fortuna di osservare la preparazione dei famosi tortelli alle erbette.

 

prefazione tortelli

 

tortelli

 

tortelli

 

Di seguito vi suggerisco alcuni luoghi per un tour enogastronomico in questa città.

Enoteca Fontana:

Per un pranzo o anche solo un aperitivo. Qui noi abbiamo sorseggiato un bicchiere di Lambrusco. 

 

aperitivo con Lambrusco

Pasticceria Torino:

La pasticceria più storica della città. Qui potrete fermarvi per un caffè o consumare una colazione al bancone. I dolci parmigiani risentono della burrosità della pasticceria francese.

Da assaggiare: praline di cioccolato, la parigina (brioche ripiena di crema) e la torta al limone dell’imperatrice Maria Luigia

Io ho provato la parigina e l’ho accompagnata con un caffè. Beh, non avrei potuto desiderare una colazione migliore.

 

parigina

Pepen:

Qui troverete lo street food più buono della città. Se siete vegetariani come me vi consiglio la carciofa, una torta rustica ripiena di ricotta, parmigiano e carciofi, con un ripieno cremoso racchiuso in un impasto croccante. Se decidete di passare qui, preparatevi a una fila lunghissima.

 

carciofa

la carciofa

 

Se ti interessa scoprire Parma e i suoi dintorni, qui trovi un pacchetto turistico che ho ideato per Food Valley Travel.

 

 

 

 


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Eliana Lazzareschi Belloni
About me

Scrittrice, web content writer, viaggiatrice. Viaggio con il corpo, la mente e lo spirito. Adoro la natura, i suoi colori e i suoi profumi. Mi piace leggere, ascoltare e immaginare.

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2 Comments

Adele
Reply dicembre 7, 2016

Ciao Eliana, sono stata a Parma da bambina e ne ho un bellissimo ricordo. Con questo tuo articolo mi hai fatta tornare indietro nel tempo, forse è ora di tornarci. Grazie!

    Eliana Lazzareschi Belloni
    Reply dicembre 13, 2016

    Grazie a te, mi fa molto piacere! Direi che allora una gita ci sta ;)

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