Greccio: il borgo in cui è nato il presepe


Avevo sentito nominare il borgo di Greccio in passato ma, oltre al fatto che il presepe fosse nato lì, non sapevo altro. Il destino ha voluto che ci capitassi in una domenica mattina di inizi novembre, in alternativa a un trekking che volevo fare sul Monte Pizzuto.

Visto che il tempo non prometteva bene, abbiamo optato per una passeggiata fra i borghi della Valle reatina, che si è rivelato essere un bellissimo piano B. 

La macchina scivolava sull’asfalto, lungo una strada incorniciata da monti ricoperti di boschi pennellati di autunno. Siamo giunti al paese e abbiamo lasciato l’auto in un parcheggio spazioso e gratuito, proprio all’ingresso del borgo. Abbiamo poi proseguito verso la graziosa piazzetta lastricata di ciottoli bianchi. È piccolina, ma pulita e ordinata: al centro una fontana, tutt’attorno le panchine e le casette di legno dei mercatini. 

 

borgo di Greccio

 

A fare da sfondo, contro il cielo punteggiato di nuvole, c’è un piccolo agglomerato medievale che compone un “castrum” fortificato. In questa parte più elevata sono arroccate la Chiesa di San Michele Arcangelo – ornata da opere cinquecentesche – e la Torre Campanaria, che risale al seicento e fu edificata sui resti di una delle due torri sopravvissute, tra le sei che componevano l’antica cinta muraria medievale.  

 

torre campanaria

 

In giro non c’era nessuno, fatta eccezione per qualche signora anziana, la proprietaria di un piccolo bar e Pluto, un cagnolino che gli abitanti del paese sembravano conoscere molto bene.

Tutto il borgo era immerso in quel silenzio in grado di richiamare gli angoli più profondi delle emozioni, di infondere nei visitatori una tranquillità eterea e di ricreare un’atmosfera intima, quella che manca sempre più al turismo moderno.

 

vista di Greccio

vista dalla Chiesa di S. Michele Arcangelo

scorcio di Greccio

Curiosità su Greccio:

Il borgo di Greccio nel 2016 è entrato a far parte del club dei Borghi più Belli d’Italia ed è collocato su un colle a 705 metri, alle pendici del Monte Lacerone.

San Francesco d’Assisi veniva a ritirarsi spiritualmente in preghiera proprio qui a Greccio, utilizzando una capanna protetta da due piante di carpino.

 

casa con bicicletta

Il presepe di Greccio:

Il presepe nacque a Greccio nel 1223, quando San Francesco d’Assisi scelse questo povero paesino montano per rievocare la nascita del Salvatore. Così questo paesino vide la realizzazione del primo presepe vivente della storia.

Ogni anno dal 1972, qui si tiene la rievocazione storica del presepe.

 

insegna sul presepe di Greccio

Cosa fare a Greccio?

Sebbene il paesino sia piccolo, non mancano cose da fare e da vedere a Greccio. Di seguito vi elenco le attrazioni di questo borgo.

Il museo del Presepe:

Si trova a 100 metri dal borgo, lungo la strada che conduce al Santuario. Ospita un’esposizione di arte presepiale con pezzi proveniente da ogni parte del mondo. Non l’ho visitato per mancanza di tempo e perché, come al solito, ai musei preferisco gli spazi aperti, dove la mia vista può spaziare e perdersi fra i colori della natura.

Il santuario di Greccio:

Subito dopo la nostra breve passeggiata nel borgo, ci siamo recati a piedi al Santuario, noto come la Betlemme Francescana. Sono 2,2 km e impieghiamo una ventina di minuti.

Una volta arrivati, ci si staglia davanti una maestosa costruzione architettonica che sembra essere incastonata nella roccia.

 

santuario del presepe

 

scalinata del santuario

 

Il Santuario del Presepe è il luogo in cui la notte di Natale del 1223, San Francesco rappresentò con personaggi viventi la nascita di Gesù, istituendo il primo Presepe. Il nucleo originario di questo santuario era il luogo in cui il Santo vi dimorò.

Si percorre una scalinata e si giunge alla chiesina di San Luca. Nella grotta che ospitò il presepe, nel 1228 fu costruita una cappella – la Cappella del Presepio – e sul masso che servì da mangiatoia, un piccolo altare. Questa fu la prima chiesa costruita in onore di San Francesco.

Dal santuario si aprono bellissimi panorami sui boschi di querce ed elci circostanti.

 

vista sui boschi di Greccio

 

L’ingresso al santuario è gratuito. Se cercate ulteriori informazioni, vi consiglio il sito di Visit Greccio

Ecco, mi piacerebbe tornare in questo borgo per godermi un po’ i mercatini di Natale, anche se non ne sono una fan. Però a pelle ho la sensazione che siano molto meno turistici di quelli classici delle città del nord Italia. M’interessano soprattutto gli stand di artigianato artistico e, ovviamente, quelli gastronomici per assaggiare i prodotti locali. Qui trovate il programma! 

E voi, conoscevate questo borgo? 

 

 

 


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Eliana Lazzareschi Belloni
About me

Scrittrice, web content writer, viaggiatrice. Viaggio con il corpo, la mente e lo spirito. Adoro la natura, i suoi colori e i suoi profumi. Mi piace leggere, ascoltare e immaginare.

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2 Comments

Selene Scinicariello
Reply novembre 9, 2017

Visitammo Greccio e il Santuario 4 anni fa durante un on the road per l'Italia.
Il Santuario è davvero un luogo mistico, di pace, silenzio e quiete. Il borgo regala praticamente quelle stesse sensazioni... Ricordo di aver detto che avrei voluto vivere lì per qualche tempo, per ritrovare la serenità che in città si perde troppo spesso.
Lo penso ancora.
Bellissimi luoghi e bellissimo racconto.

    Eliana Lazzareschi Belloni
    Reply novembre 10, 2017

    Ciao Selene! Ti ringrazio molto. Questi luoghi rasserenano davvero, sono magici! Secondo me sarebbe molto terapeutico vivere in questi luoghi per un po', servirebbe a tutti noi :)

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