Iconografia cinese e spiritualità


Un post diverso, un po’ filosofico, per darvi qualche cenno di iconografia cinese in maniera romanzata.

Storia dell’arte era una delle materie che ho studiato alla facoltà di lingue orientali. Inutile dirvi che il fatto che flora e fauna rappresentino elementi immateriali e concetti spirituali, è uno dei motivi per cui mi sono innamorata della Cina.

Sono molti i simboli che ricorrono nelle rappresentazioni figurative. Ti sarà senz’altro capitato di ammirare i disegni sulle porcellane cinesi o sui ventagli. Ti sei mai chiesto cosa rappresentano?

I miei preferiti sono il cervo, il loto e le gru, ma per capire il loro significato, dovrai leggere questa storia, che ho scritto qualche mese fa. 

 

Wen passeggiava al fianco di Mei Xiu, lungo la riva del lago. Mancavano ancora due settimane prima della sua partenza. Aveva consultato il calendario e scelto un giorno propizio per mettersi in viaggio. Approfittavano di un caldo pomeriggio prima del tramonto. Il grazioso corpicino della ballerina era avvolto in vesti color ambra con deliziosi ricami a forma di cervo (da sempre in Cina il cervo è considerato l’unico animale in grado di trovare il sacro fungo dell’immortalità, per questo le divinità erano associate a questa figura animale)

Mei Xiu indossava fra i capelli lucidi un elegante pettinino di giada e madreperla. Sul suo volto un’espressione distesa, controllata, serena. Wen le camminava affianco, raccontandole un episodio bizzarro che aveva vissuto in gioventù. Lei sorrideva delicatamente, lasciandosi ammirare senza abbassare lo sguardo, come soleva fare, totalmente ammaliata dalle parole del suo interlocutore. Si fermarono a osservare le gru, con il loro piumaggio bianco e il capo macchiato di rosso. Beccavano nell’acqua alla ricerca di pesci, si libravano in aria distendendo le ali, rasentando la superficie del lago con il loro petto, virando veloci. (Le gru, nell’iconografia cinese, sono l’emblema della saggezza spirituale. In antichità si riteneva che trasportassero i defunti nell’aldilà e fossero i destrieri degli Immortali) 

«Sono meravigliose», affermò la donna, incantata.

«Già, sembrano incarnare la libertà, possono concedersi la possibilità di attraversare i paesi, il mondo, appartengono sia al cielo che alla terra»

«Colgo una certa invidia nelle vostre parole», osservò acutamente Mei Xiu.

Il volto di Wen si aprì in un sorriso luminoso e le rughe si raccolsero agli angoli dei suoi occhi. «E a voi non piacerebbe volare?».

La donna parve riflettere. «Oh, ci sono dei momenti in cui vorrei avere la possibilità di osservare il mondo dall’alto, di afferrarne una percezione diversa. A volte ci affanniamo per piccole cose, riuscire a contemplarle da lontano, cercando di elevarci dal mondo delle emozioni e avvicinarci a quello dello spirito, potrebbe aiutarci a vivere più serenamente a cogliere i vari significati della vita».

Wen volse il capo verso di lei e la studiò. Il suo profilo perfetto, il suo collo liscio e levigato, il suo pallore candido, la pelle liscia come i petali di un loto (incarna il simbolo della perfezione e della purezza). Aveva così tanti anni di splendore davanti a sé ed era sicuro che il suo talento l’avrebbe condotta lontana, forse avrebbe sentito parlare di lei anche nella sua regione.

«Ma voi, Wen, non avete bisogno di essere una gru per abbandonarvi a questa percezione della vita, le parole della vostra poesia ne sono un valido esempio».

L’uomo sorrise, lusingato.

Ora il sole calava dietro la linea blu delle montagne e le ombre si allungavano silenziose su quel paesaggio dall’avvincente bellezza e i loro cuori parvero stringersi nella desolante consapevolezza di un distacco imminente. Sul viso di Mei Xiu non comparvero tristi espressioni, cercava di controllare le emozioni del suo cuore ed esternare solo ciò che di positivo le scaturiva la presenza del suo saggio amico, era il suo modo di lusingarlo. E così, dietro il velo invisibile dei suoi occhi neri, sentiva addensarsi alcune lacrime. La danza le aveva insegnato a celare le sue reali sensazioni e a far emergere solo quelle che il pubblico si aspettava. E lei voleva donare a Wen il ricordo di una donna forte, come il bambù (rappresenta la longevità) che si piega sferzato dal vento, ma che non si spezza.

Wen percepiva in lei una straordinaria forza, una nobiltà d’animo che la spingeva a preservare la sua dignità di donna coraggiosa, che non cercava vigliaccamente di imbrigliare le sue emozioni per timore di assaporare la sofferenza, ma al contrario ci si stava dolcemente abbandonando e come, poco fa le sue parole avevano rivelato, anche da questa vicenda avrebbe colto un insegnamento, un elevamento spirituale, proprio come quello che simboleggiavano le gru che si sollevavano dalla terra per attraversare i cieli della Cina.

 

 

 


 

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Eliana Lazzareschi Belloni
About me

Scrittrice, web content writer, viaggiatrice. Viaggio con il corpo, la mente e lo spirito. Adoro la natura, i suoi colori e i suoi profumi. Mi piace leggere, ascoltare e immaginare.

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