Il mio viaggio in Mongolia Interna


A maggio 2009, mentre mi trovavo a Pechino per motivi di studio, io e alcuni miei compagni di corso abbiamo deciso di fare un viaggio in Mongolia Interna, affidandoci a un tour organizzato da un’agenzia locale. Avendo studiato la storia della Cina, ero enormemente affascinata dall’idea di poter visitare le terre di Genghis Khan.

Prateria di Xilamuren:

Siamo partiti la mattina intorno alle 6 con un autobus e abbiamo impiegato circa otto ore per arrivare alla prateria di Xilamuren, una meta decisamente molto turistica. Questo luogo è caratterizzato da zone in cui l’erba è molto rada, fatto dovuto al pascolo eccessivo. 

Dopo il lungo viaggio, ad accoglierci con aria baldanzosa, c’era un gruppo di mongoli con indosso abiti tradizionali. Due ragazze offrivano a ognuno di noi una tazza di süütei tsai, una bevanda tradizionale a base di tè e latte salato.

Dopo averci mostrato il villaggio con le yurta, – le tipiche tende mongole dove avremmo alloggiato, – ci hanno guidato al recinto con i loro cavalli, che sono di taglia piccola, simili a pony, ma più snelli.

 

yurta mongola

 

La popolazione mongola è dedita principalmente all’allevamento nomade di cavalli e alla pastorizia. Io adoro i cavalli e la natura, quindi potete immaginare quanto fossi elettrizzata all’idea di una cavalcata fra le enormi distese di prateria mongola, in aree sconfinate e verdi. Il costo dell’escursione non era inclusa nel tour, così abbiamo pagato circa 120 yuan per un’ora.

cavalli nella prateria della Mongolia Interna

prateria in Mongolia Interna

 

I mongoli non si sono disturbati a darci nessuna nozione base su come montare, quindi è stata una traversata alquanto bizzarra, con qualcuno di noi che ogni tanto si ritrovava con il cavallo inchiodato, immobile, categoricamente deciso a non proseguire. Allora le guide si avvicinavano, dicevano qualche frase incomprensibile e il cavalluccio riprendeva a camminare.

La natura nella prateria sembra immobile, silenziosa, statica, incastonata in mezzo alle montagne brulle. L’unico movimento era quello dell’erba che si piegava sotto il soffio del vento. Qualche aquila sorvolava il cielo con fare guardingo. Le nuvole erano distese, una piatta tela densa di sfumature blu che scivolavano nel grigio.

L’escursione includeva anche la visita di una delle case mongole, dove i padroni ci hanno offerto tè. Ci hanno accolto con fare gentile e noi ci siamo goduti dieci minuti di riposo, immersi nel confuso e incomprensibile chiacchiericcio dei nostri ospiti.

Un viaggio attraverso le tradizioni:

Dopo l’escursione, i mongoli ci hanno condotto in una guanz, tenda enorme con tavolate predisposte per la cena. Nella cucina mongola i piatti si dividono in alimenti bianchi a base di derivati del latte, e rossi a base di carne. Alimenti tipici sono la carne di montone e il latte di capra, elementi della dieta nomade. Uno dei piatti più celebri è la pignatta mongola, un brodo caldo in cui vengono fatti bollire filetti di carne di montone, ma i vegetariani possono condire il brodo solamente con patate, carote, tagliolini di pasta ed erbe aromatiche delle steppe, oppure optare per deliziosi noodles di grano saraceno. I mongoli bevono molto airag, latte fermentato di giumenta e spesso viene servito l’arkhi, liquore tipico a base di latte. I nostri ospiti ci hanno trattato con molta gentilezza e cerimoniosità, atteggiamento tipico di questa popolazione.  

Abbiamo trascorso resto della serata all’esterno, sotto il cielo stellato, a osservare le danze popolari di alcune donne mongole, accompagnate da canti vivaci. Le danzatrici indossavano abiti dai colori sgargianti e l’elemento principale nei loro balli erano lunghi nastri di seta. Insomma, l’atmosfera era molto suggestiva e sembrava essere tornati indietro nel tempo.

La notte nella nostra yurta, molto spartana, non è stata delle migliori. Ricordo ancora il freddo patito, nonostante la felpa pesante sopra al pigiama di pile, due paia di calzettoni e la coperta che ci avevano dato e che, inizialmente mi ero rifiutata di usare, essendo ricoperta di peli di cavallo. La Mongolia è infatti famosa per le sue escursioni termiche fra notte e giorno. 

Il deserto del Gobi:

Il giorno successivo, dopo un’abbondante colazione, siamo ripartiti in autobus, diretti in una zona ai margini del deserto del Gobi. A un’ora di auto da Batou, si trova il Resonant Sand George, con un’estensione di 18.000 m². È conosciuto anche come Gola della Sabbia che Canta perché si dice che quando il vento soffia, si ode la sua eco nella sabbia. Questa meta è molto turistica e il nostro tour, ahimè, includeva tappe affollate di turisti cinesi e stranieri.

Nonostante l’aspetto innegabilmente turistico, l’esperienza ha un suo fascino e ci ha regalato ore di puro divertimento. Abbiamo preso la seggiovia (40 yuan) per salire in cima alla collina di sabbia per godere di una vista spettacolare sui dolci saliscendi delle dune. Qui si concentra la maggior parte delle attività, come escursioni in cammello, motocars e slitte sulla sabbia.

 

deserto del Gobi

 

deserto del Gobi

 

Prima di lanciarci all’avventura a dorso del cammello (ahimè ho fatto questa sciocchezza di cui mi pento e qui spiego le ragioni), abbiamo noleggiato i copri scarpe (costo 10 yuan) di panno spesso, per evitare di ritrovarci i piedi pieni di sabbia.

L’escursione in cammello è stata una delle attività meno economiche, circa 180 yuan per un’ora. La sabbia era dorata, fine e calda e noi ci spostavamo lentamente fra le dune e le sculture di sabbia, in una processione di una decina di cammelli, tenuti fra loro con corde. Una guida avanzava al nostro fianco a piedi

 

io nel deserto del Gobi

(sì, per un periodo sono stata bionda!)

 

Dopo la cena in hotel, io e i miei compagni abbiamo trascorso il resto della serata sulla sabbia, chiacchierando allegramente.

Il terzo giorno si è concluso a Hohhot, capitale della regione. La guida ci ha portati all’Inner Mongolia Museum, famoso per la sua ricca collezione di fossili di dinosauro.

Questa è stato la mia brevissima esperienza di questo viaggio in Mongolia Interna e mi spiace di non aver avuto l’occasione di cogliere lo spirito di questa terra in maniera più approfondita, ma di averne avuto solo un fugace assaggio. Tornerò molto presto, ne sono sicura, stavolta per un viaggio on the road fai da te. 

 

 

 

 

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Eliana Lazzareschi Belloni
About me

Scrittrice, web content writer, viaggiatrice. Viaggio con il corpo, la mente e lo spirito. Adoro la natura, i suoi colori e i suoi profumi. Mi piace leggere, ascoltare e immaginare.

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17 Comments

Pietro
Reply agosto 28, 2015

Regione splendida, da vedere almeno una volta. Ne scrivo spesso sul mio blog. Io sono arrivato in Mongolia in Panda, Però la Mongolia Interna l'ho fatta in pullman :)

    Eliana Lazzareschi Belloni
    Reply agosto 28, 2015

    Ciao Pietro. mi piacerebbe leggere i tuoi reportage di viaggio in Mongolia. Come scritto nell'articolo, il mio è stato un tour troppo turistico per i miei gusti, quindi mi piacerebbe approfondire la conoscenza di questa terra attraverso i racconti di altri viaggiatori. Grazie!

Marco Lovisolo
Reply gennaio 28, 2016

Urca! Questo post non lo avevo ancora letto. La Mongolia è un'altra destinazione che mi frulla per la testa da tempo.

    Eliana Lazzareschi Belloni
    Reply gennaio 28, 2016

    Merita davvero! Vai appena puoi, non te ne pentirai

https://narrabondo.wordpress.com
Reply febbraio 14, 2016

che spettacolo

    Eliana Lazzareschi Belloni
    Reply febbraio 14, 2016

    Bella vero? Peccato esserci stato pochi giorni, sarebbe stato bello approfondire.
    Grazie per il tuo commento :)

TravelandMarvel
Reply marzo 13, 2016

Stupendo! Anch'io ho trascorso un periodo in Cina..mi ci sono innamorata e la sto ancora esplorando... Qui mi hai dato una bellissima idea! :-)

    Eliana Lazzareschi Belloni
    Reply marzo 13, 2016

    Che parti della Cina hai visitato? Io vorrei tornarci presto.
    Sono molto contenta di averti dato uno spunto per un viaggio :)

      TravelandMarvel
      Reply marzo 14, 2016

      Vivevo a Shanghai, sono stata a Pechino diverse volte. Ho visto anch'io Suzhou, Hangzhou. Ho girato un po' per la provincia dello Zhejiang (avevo delle colleghe da Yiwu e cittadine vicine) poi ho visto anche Xi'an e Xiamen. Nei miei ultimi viaggi vado di più a Sud visitando il Guangdong!

        Eliana Lazzareschi Belloni
        Reply marzo 14, 2016

        Anche io ho visto quasi i tuoi stessi posti. Nei miei futuri viaggi in Cina mi piacerebbe vedere Guilin and Harbin.

francesca
Reply maggio 29, 2016

Ciao! Potresti gentilmente dirmi a quale tour operator ti sei affidata? e anche qualche indicazione sul viaggio (quale bus da Beijing prendere, dove soggiornare ecc..)

    Eliana Lazzareschi Belloni
    Reply maggio 29, 2016

    Ciao Francesca, purtroppo non ricordo il nome dell'agenzia. Ci avevano consegnato un volantino all'università. Avevano organizzato tutto loro: alloggi e spostamenti in bus. A Pechino sono sicura che troverai molti tour operator (ti consiglio di valutare più offerte) e potrai forse contrattare sul prezzo (se le cose non sono cambiate).
    Fammi sapere, altrimenti ti aiuto volentieri.

Flavia
Reply maggio 8, 2017

Wow! Freddo a parte deve essere stata un'esperienza strabiliante! Immagino queste steppe infinite...un po' come nel film l'ultimo lupo..lo hai mai visto?! *.*

    Eliana Lazzareschi Belloni
    Reply maggio 8, 2017

    Ancora no! Che vergogna! Però è nella lista dei film da vedere. Comunque sì, è stato un bellissimo viaggio :)

Diletta - Sempre in Partenza
Reply maggio 8, 2017

Che viaggio interessante Eliana, davvero! E' la prima volta che mi capita di leggere di un'esperienza in Mongolia e mi hai incuriosita parecchio. Spero prima o poi di riuscire a fare un viaggio del genere anche io. Grazie per aver condiviso questa esperienza con noi!

    Eliana Lazzareschi Belloni
    Reply maggio 12, 2017

    Diletta perdona il ritardo di questa risposta. Ti auguro con tutto il cuore di fare un'esperienza simile perché è davvero una regione splendida - anche se ci sono stata poco tempo - e merita di essere conosciuta.

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