No allo sfruttamento dei cavalli nel turismo


Oggi voglio parlarvi dello sfruttamento dei cavalli. Ho già parlato in passato del turismo che sfrutta gli animali in questo articolo e come evitarlo in quest’altro, ma in questo post voglio soffermarmi sulle attività turistiche che utilizzano i cavalli.

 

Misteriosi, serafici, sensibili e intelligenti, i cavalli sono creature magnifiche con un mondo che si scopre solo stando a contatto con loro. 

 

Credo di non averlo mai raccontato, ma qualche anno fa andavo a cavallo. Amo questo animale e sono sempre stata affascinata dalla sua eleganza, dalla sua altera bellezza. 

 

Il mio preferito era Merano (quello nella foto). Quando andavo a prenderlo nel paddock lo osservano mentre mangiava il fieno a testa china. Non appena avvertiva la mia presenza, sollevava il muso e fissava i suoi occhi grandi nei miei, continuando a masticare. Io allungavo la mia mano verso di lui e la strofinavo dolcemente sul suo collo vellutato, poi sfioravo la sua bocca e le sue narici. Era un modo per fargli capire: “Ehi bellezza, sono qui e non sono un predatore, di me puoi fidarti.”

 

io con Merano

 

Era così bello e io lì con lui ero in pace con me stessa. Non mi disturbava il fango che si appiccicava ai miei stivali, l’odore degli escrementi mentre pulivo i suoi zoccoli con il nettapiedi.

 

Perché ho smesso? Perché mi sono interrogata se fosse giusto imporre a un animale dei comandi attraverso l’imboccatura. Come ci sentiremmo noi con dei ferri in bocca?

 

Che c’entra tutto questo con i viaggi? So che non sono l’unica a subire il fascino di questo animale che, come ogni essere vivente, merita rispetto. Il mio messaggio, dunque, è quello di evitare gite ed escursioni con cavalli costretti a trainare carrozze o sul dorso di asini, che in alcuni Paesi trasportano centinaia di turisti su e giù per le mulattiere. Questi animali sono soggetti a estenuanti turni di lavoro sotto il sole, privati di acqua e cibo per moltissime ore.

 

carrozze trainate da cavalli a Cracovia

carrozze trainate da cavalli a Cracovia

 

Sono dubbiosa anche sulle aziende/associazioni che organizzano escursioni a cavallo con principianti che magari tirano troppo le redini, senza sapere che possono provocare danni irreparabili alla bocca dell’animale. E immaginate quante mani brusche devono sopportare in una giornata. Quante ore lavorano al giorno? Ebbene sì, non sto abusando di questo termine. Si tratta di lavoro. Riflettete.

 

E rifiutatevi di usare frustini e speroni.

 

Siamo noi turisti a dover penalizzare lo sfruttamento e il maltrattamento degli animali e questo non incentivando con i nostri soldi queste attività, denunciando pratiche dannose per loro, escludendo quindi tour ed escursioni di vario genere.

 

Il maltrattamento degli animali nel turismo si perpetua da sempre. Gli animali si trasformano in esseri da sfruttare senza il minimo rispetto delle loro esigenze, costretti a fare cose che in natura non farebbero mai. 

 

In Egitto, per esempio, vengono usate delle imboccature punitive che causano gravi danni al cavallo, come il taglio della lingua e la rottura degli angoli della bocca.

 

Non raramente i cavalli muoiono nel deserto, non per stenti, ma per la fatica cui sono sottoposti, tanto che spesso sono costretti a lavorare su tre zampe.

 

La responsabilità di tutto ciò è certamente in primis di chi conduce questi business crudeli, ma anche dei tanti tour operator che indirizzano i turisti verso queste attività, pur di ricevere una commissione più alta. Un’enorme responsabilità ce l’hanno anche i turisti, quelli malinformati o quelli che semplicemente, per mero divertimento, decidono di ignorare lo stato di salute dei cavalli, montandoli nonostante evidenti stati di denutrizione o zoppia.

 

 

La situazione non è certo migliore nelle città come Roma (con le famose “botticelle”) o a New York, dove i cavalli sono tenuti fermi nelle piazze per ore, sotto il sole cocente, o spronati a trainare pesanti carrozze su e giù per le vie senza sosta, senza essere sufficientemente abbeverati

 

E mi pronuncio ferocemente anche contro i Palii, dove i cavalli sono forzati dall’uomo a correre forsennatamente contro la loro volontà, corse che spesso terminano in maniera drammatica. I cavalli cadono stramazzati al suolo, morti o feriti per poi essere soppressi. 

 

Queste tradizioni di sfruttamento animale devono scomparire.

 

Il turismo non è certo l’unico settore dove questi meravigliosi animali sono sottoposti a una silenziosa schiavitù, ci sono anche le corse clandestine, le corse negli ippodromi, le giostre medievali.

 

corsa a cavallo

Foto presa da pexels.com

 

Diciamo basta allo sfruttamento dei cavalli e di tutti gli altri animali.

La libertà di un animale non appartiene all’uomo.
Ricordiamocelo. SEMPRE.

 

 

“La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali”

Gandhi

 

 

 

 

 


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Eliana Lazzareschi Belloni
About me

Scrittrice, web content writer, viaggiatrice. Viaggio con il corpo, la mente e lo spirito. Adoro la natura, i suoi colori e i suoi profumi. Mi piace leggere, ascoltare e immaginare.

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