Stranezze e avventure in Cina


Settembre è il mese in cui mi preparavo a partire per Pechino. In questo periodo sono sempre un po’ nostalgica e mi tornano in mente tantissimi ricordi, fra cui le mie avventure in Cina. Paese che vai, usanze che trovi. Su questo non ho mai avuto il minimo dubbio e ho sempre mantenuto un atteggiamento di massima apertura. Nonostante ciò, ci sono delle cose dei cinesi che tuttora non riesco a comprendere appieno.

Cominciamo con questo elenco di stranezze, condite con qualche simpatico aneddoto.

#1 Niente abbronzatura

Se in Italia c’è l’inderogabile necessità di ottenere un bel colorito bronzeo, nemmeno fossimo delle salsicce sulla graticola, le ragazze cinesi non ne vogliono proprio sapere. Un retaggio culturale secondo il quale solo i contadini o i manovali dovevano essere marchiati dal sole. Inoltre, l’incarnato bianco è sintomo di bellezza. Così le donne passeggiano protette da ombrellini fluorescenti e merlettati, molto kitsch. Oppure indossano dei mostruosi cappelli, risultando così dei saldatori o apicoltori vaganti. In più le cicliste e motocicliste non si fanno mancare graziose mantelline da indossare per proteggere le braccia dai raggi solari.

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#2 Tutto “nature”

Una professoressa una volta mi spiegò che le donne cinesi preferiscono rimanere molto naturali, senza dedicare tempo ai quegli artifici a cui noi occidentali ci sottoponiamo prima di esporci in pubblico. Ma ben presto scoprii che le sue parole non si limitavano al semplice acqua e sapone. Non sono state esigue le volte in cui sono incappata, soprattutto in metro, in ascelle femminili pelose. Così abbassavo lo sguardo e subito la mia attenzione veniva catturata da peli neri spiaccicati sotto collant trasparenti. Ahimè, non mi rimaneva che guardare il più delle volte il soffitto del metrò, neanche stessi avendo una visione. Per non parlare poi della peluria sopra le labbra. Mi chiedo quanto gli uomini cinesi apprezzino questa cosa. Forse in Cina vale il detto ‘donna baffuta sempre piaciuta’.

#3 Come lama

Vabbè, questo è un classico per chi conosce un po’ la cultura asiatica. Sputano in continuazione sia donne che uomini, ovunque. Voi state passeggiando serenamente e improvvisamente udite il tipico: “ASCHHHSCHH”e se stavate mangiando uno snack vi passa subito la voglia.

#4 Attenti ai tassisti

Tantissime, anzi troppe, le volte in cui mi sono ritrovata a dare dettagliate indicazioni stradali ai tassisti per arrivare a destinazione. Inizialmente credevo dipendesse dalla mia incapacità di spiegarmi correttamente, ma dopo aver acquisito dimestichezza col cinese, l’imbarazzante simulazione del navigatore si è protratta. Non oso immaginare cosa possa accadere a quei poveri malcapitati che non sanno pronunciare neanche un ‘Ni hao’. Ma cosa succede quando neppure noi stranieri conosciamo il modo di arrivare a destinazione? A me capitò di essere scaricata in mezzo a un incrocio per sentirmi dire di salire sul taxi del collega. Carino il tipo, no? Dopo questa, il solo passo successivo era che il tassista mi chiedesse se volessi guidare io.

#5 Vince il mezzo più grande

A Pechino, come un po’ in tutta la Cina in generale, la fa da padrone il mezzo di trasporto più grande. In questa piramide, inutile dire che l’ultimo posto è occupato dai poveri ciclisti. Il colmo? Ero in taxi, al solito, alle prese nel dare indicazioni, quando il tassista, – visibilmente di fretta e stizzito per essere rimasto imbottigliato nel traffico di una tipica serata pechinese, – nei pressi della BLCU a Wudaokou si è inserito con prepotenza nel percorso pedonale, cominciando a pigiare il clacson come un forsennato, imprecando contro pedoni e ciclisti che dovevano farsi da parte bruscamente. Ero indecisa se abbassarmi e nascondermi per evitare di farmi vedere assieme allo scoppiato conducente o compiacermi del suo prodigarsi per me.

#6 Adorano immortalarsi con gli occidentali

Se in occidente ci sono gli ossessivi compulsivi dei selfie, in Cina ci sono gli ossessionati dalle foto con gli occidentali. Appena arrivata a Pechino nel 2009, uomini, ragazzi, donne, madri, ragazze, mi si avvicinavano timidamente per chiedermi di poter scattare una foto con loro. All’inizio ero convinta di aver capito male e che mi stessero in realtà chiedendo di scattare loro una foto. Poi iniziavano a sghignazzare divertiti e con totale confidenza, smascherando quella timidezza iniziale, mi prendevano a braccetto e mi allontanavano dall’amico/a che attendeva con la macchinetta fotografica. I cinesi poi prediligono in maniera pazzesca le bionde con gli occhi chiari e io all’epoca avevo avuto l’insana idea di farmi i colpi di sole, potete immaginare. Non sono mancate le volte in cui mi mettevano in braccio i loro figli, neanche fossi stata una diva hollywoodiana. Chissà in quanti album cinesi di famiglia mi ritroverò adesso.

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#7 Dormire? Non è un problema

Una sera sono uscita con alcune amiche e la language partner di una di loro. Quest’ultima si era portata altre sue tre amiche cinesi che erano eccitatissime all’idea di fare un’uscita con noi occidentali. Frequentavano l’università e, provenendo da altre regioni, alloggiavano presso il dormitorio universitario, che chiudeva i cancelli alle 23, quindi chi non rispettava il copri-fuoco sarebbe rimasto fuori. In quell’occasione, queste quattro ragazze cinesi, avevano deciso che sarebbero rientrate l’indomani alle 7, all’apertura dei cancelli. Verso le tre e mezza del mattino io ero già uno zombie. Avevamo attraversato mezza Pechino, facendo su e giù fra Wudaokou e Sanlitun per fare loro provare diversi locali, insomma eravamo i loro Ciceroni notturni. Le avevamo prese a cuore perché la loro dura vita da collegiali ci rattristava molto. Intorno alle quattro decidemmo di recarci al McDonald’s, più che altro perché era l’unico locale ancora aperto. Io ero in condizioni che non riesco neanche a descrivere, ormai le mie capacità linguistiche mi avevano abbandonata, a quell’ora mi riesce difficile parlare in italiano, figuriamoci in cinese. Fu in quel momento che, mentre noi occidentali ci sforzavamo di rimanere sveglie, loro ci dissero che potevamo tranquillamente dormire sul tavolo, era normale. E in effetti bastò guardarci intorno per convincercene. Se siete stati in Cina o se siete in procinto di partire, non vi sfuggiranno gli addormentati al McDonald’s e non solo.

#8 Uomini a pancia di fuori

Si potrebbero incontrare alcuni esemplari anche nei nostri paesini, sotto il sole come animali a sangue freddo o nei bar, ma in una metropoli come Pechino mai te lo aspetteresti. Arrivati i primi caldi, non sarà difficile avvistare specie forastiche di uomini con la canottiera bianca o la maglietta arrotolata sul petto, mettendo in bella mostra il cocomero tondo. Devono covarci un uovo per forza.

#9 Tutine ad hoc per i bimbi

I cinesi sono amanti del pratico, non amano complicarsi la vita, optano sempre per soluzioni molto semplici. Quindi quando si ha un bambino che deve fare i propri bisogni cosa fanno? Lasciate perdere tutte le vostre risposte logiche, perché la realtà è ben lontana dalle vostre ragionevoli ipotesi. I bambini indossano delle tutine o pantaloni con un buco, insomma, pronte per l’utilizzo.

bambino con tutina con il buco

#10 Fanno cose impensabili nei luoghi più improbabili

Un giorno ero in metro ed improvvisamente ho sentito un rumore metallico. Lì per lì ho pensato che l’udito mi stesse tradendo, ma poco dopo il suono si è ripetuto, diventando sempre più deciso, man mano che il timore iniziale diventava sempre più certezza. Il mio sguardo ha iniziato a vagare per il vagone alla ricerca del responsabile. Una donna, che sedeva sul suo sedile, si tagliava le unghie con la stessa tranquillità di uno che fa il cruciverba in metro a Roma. Ci mancava solo che con le unghie colpisse qualcuno in faccia.

signora cinese

#11 Aglio, aglio, aglio

Durante il mio viaggio in treno verso Shanghai, ho avuto modo di approfondire la cultura cinese. Lo spuntino più comune erano agli interi che estraevano da sacchetti di plastica trasparenti, quelli dei surgelati per intenderci. Li mangiavano con la stessa naturalezza con cui un qualsiasi occidentale consumerebbe patatine fritte.

#12 Domande strane

In un anno a Pechino mi sono state rivolte domande di ogni genere da cinesi curiosi. Ecco a voi le vincitrici.

“Perché i peli sulle tue braccia sono biondi, le tue sopracciglia nere e i capelli castani?” ……….. 

“Tu hai visitato molti paesi, chi è che ce l’ha più grande?” Eh certo, perché in ogni nazione in cui vado io provo i maschi come se fossero cibo tipico.

“Ti piacciono i film porno?” Ancora mi domando come mai le conversazioni virassero su certi argomenti.

“Sei fidanzata? Quanto guadagni? Ti posso presentare mio figlio?” Esattamente in questo ordine. “Non so, vuoi che ti dica pure come intendo chiamare tuo nipote?”

 

Di questo genere di avventure in Cina ne ho avute molte, ma alcune hanno dello straordinario, o forse dovrei dire follia.

E voi, che avventure avete vissuto all’estero? Fatemi sapere nei commenti, sono curiosa 🙂

 

 

 


 

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Eliana Lazzareschi Belloni
About me

Scrittrice, web content writer, viaggiatrice. Viaggio con il corpo, la mente e lo spirito. Adoro la natura, i suoi colori e i suoi profumi. Mi piace leggere, ascoltare e immaginare.

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15 Comments

Dario
Reply settembre 18, 2015

:D molto divertenti e interessanti!
A me è capitata questa. Appena arrivato a Dublino per la prima volta, di notte, mi son fermato con l'auto a chiedere indicazioni stradali per un particolare hotel. Il ragazzo, molto educatamente, mi ha risposto che era troppo ubriaco per ricordarselo e se potevo riaccompagnarlo a casa! :D

    Eliana Lazzareschi Belloni
    Reply settembre 18, 2015

    hahhaah troppo divertente! Il bello dei viaggi è proprio questo: ricordare questi eventi bizzarri e sorridere.
    E poi cosa hai fatto? Gli hai dato uno strappo?
    Grazie Dario per aver condiviso questa piccola avventura :)

      DARIO
      Reply ottobre 13, 2015

      :) bhè si! Fra l'altro poi quella si è rivelata anche la direzione giusta per il mio hotel! :)
      ancora complimenti per l'articolo :) ciao

        Eliana Lazzareschi Belloni
        Reply ottobre 13, 2015

        Hahah che simpatica avventura, l'ubriaco che ti ha messo sulla strada giusta.
        Grazie mille ancora a te, Dario!

Erika
Reply settembre 22, 2015

Semplicemente non sono prigioniere dei cosiddetti dettami di bellezza che tanto ci obbligano ad essere in un dato modo. Non è un pò di peluria che rende una donna meno bella, ma è ben altro.
Bell'articolo :)

    Eliana Lazzareschi Belloni
    Reply settembre 22, 2015

    Ciao Erika,
    grazie! :) Sono d'accordo con te: la bellezza di una donna non si misura certo dalla presenza o meno dei peli e sono la prima ad agghiacciare di fronte alla bellezza esteriore che, in certi casi, va di pari passo con la stupidità interiore. È vero che le donne cinesi si sentono più libere di noi e si fanno anche meno problemi di ciò che pensano di loro le persone. Questo denota una sorta di insicurezza in noi donne occidentali.

      Erika
      Reply ottobre 13, 2015

      Ciao Eliana.
      Sì noi donne occidentali siamo molto insicure, anche credo per il nostro retaggio culturale che ci ha importo "bellezza esteriore uguale a quella interiore", ma non è così e purtroppo, con i modelli che ci sono oggi, è difficile liberarci da questo stereotipo.

        Eliana Lazzareschi Belloni
        Reply ottobre 13, 2015

        Ciao Erika, purtroppo però queste insicurezze negli ultimi anni hanno raggiunto anche la Cina, dove le donne (quelle che se lo possono permettere) effettuano interventi chirurgici per assomigliare alle occidentali. Neanche a me piace questo bisogno di voler raggiungere la 'perfezione' a livello estetico, senza preoccuparci, invece, di colmare le nostre insicurezze interiori, perché è questo che spinge ad agire così.

Sara
Reply gennaio 12, 2016

Ciao Eliana, leggendo della tua esperienza a Pechino non potevo che iniziare a leggere il tuo blog dai post dedicati alla Cina. Io mi preparavo a partire per Vancouver a ottobre e condivido con te la stessa nostalgia in quel periodo dell'anno :-)
Devo dire che se prima consideravo "curiosi" i cinesi adesso ancora di più, e queste cose degli uomini a panza fuori e i bimbi con tute strategiche sono buffissime :-D

Sara

    Eliana Lazzareschi Belloni
    Reply gennaio 12, 2016

    Ciao Sara, anche tu a ottobre, che coincidenza. Per me ottobre è sempre stato mese di partenze.
    Me ne sono successe di cose buffe e proprio queste 'avventure' hanno aver reso la mia permanenza in quel paese ancora più speciale. Mi hanno permesso di misurarmi con me stessa e con l'ignoto.
    Ho vissuto sei mesi a Londra e non la porto nel cuore come Pechino (infatti nel blog non ne parlo mai).
    Grazie per essere passata di qui :)
    A presto!

Elisa
Reply febbraio 24, 2016

Proprio un altro mondo. Certo che alcune cose, tralasciando il fatto che siano strane, fanno troppo ridere!

    Eliana Lazzareschi Belloni
    Reply febbraio 24, 2016

    Vero Eli! Però proprio tutto ciò mi ha fatto amare la Cina così tanto. Nelle sue stranezze è unica e io mi sono divertita tantissimo.

TravelandMarvel
Reply marzo 13, 2016

Ciao il tuo articolo è molto interessante e descrive al meglio una cultura così distante dalla nostra... forse avrai aggiunto alla lista anche il loro "poco" senso nel saper fare le code :-) Sarà successo anche a te, penso..magari in coda alla biglietteria..Dopo avere diligentemente atteso il tuo turno in fila, è arrivato il tuo momento e mentre stai per fare la tua richiesta e non si sa come ma sbuca sempre qualcuno da destra e qualcuno da sinistra che riesce ad anticiparti! :-)

    Eliana Lazzareschi Belloni
    Reply marzo 13, 2016

    Hai ragione! ahah avevo rimosso questo aspetto. Mi è capitato spesso alle biglietterie dei treni. Che irritazione, soprattutto perché non avevo la prontezza di poter protestare in cinese.

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