Torre Alfina e il Bosco di Biancaneve


Domenica scorsa sono stata a Torre Alfina, nell’estremo Lazio, al confine con Toscana e Umbria. Il borgo è una frazione di Acquapendente e dal 2001 ha aderito al club dei borghi più belli d’Italia

Si tratta di un luogo meno conosciuto della Tuscia, ma al contempo ricco di fascino – fuori dalla frenesia cittadina – perché ha conservato la sua bellezza originale.

Proprio come nelle fiabe, sul colle domina lo splendido castello di Torre Alfina, che si affaccia sul parco della Riserva di Monte Rufeno e ai suoi piedi sono acchiocciolate le case in pietra che compongono il borgo. 

 

Castello di Torre Alfina

 

 borgo-di-Torre-Alfina

 

 borgo-di-Torre-Alfina

 

Questo luogo combina storia, arte e natura e offre percorsi naturalistici a tutti gli amanti del trekking.

Il paesino è un luogo poco turistico, almeno in inverno. Passeggio in un’assolata giornata di gennaio, aggirandomi fra i viottoli, assaporando il silenzio e il profumo del fumo che si solleva dai comignoli delle case. 

Appese alle pareti di pietra ci sono vecchie cassette di legno verniciate, dove trovano spazio vasi con fiori. 

 

viuzze del borgo di Torre Alfina

 

viuzze del borgo di Torre Alfina

 

Gli anziani del paese, notando la mia reflex appesa al collo, si fermano a chiacchierare e mi trasferiscono cenni storici che ignoro, lo fanno con quello sfolgorio negli occhi che è per me un dono prezioso, qualcosa che non troverò mai in nessuna guida cartacea.

Uno di loro mi dice che un tempo il bosco che circonda Torre Alfina era il giardino del castello e che c’erano addirittura dei tavoli di legno su cui mangiare. Tempi ormai passati, in cui il borgo rifletteva il suo splendore. 

Percepisco un tono aspro di critica nei confronti dell’ultimo proprietario del castello, Gaucci.

 

Torre-Alfina-centro-borgo

 

tetti di Torre Alfina

 

dipinto sui muri di Torre Alfina

 

scorcio di Torre Alfina

 

vista da Torre Alfina

 

Cosa vedere a Torre Alfina:

Il Castello di Torre Alfina

Il castello, splendidamente imponente ed imperioso, è un’affascinante dimora con torri merlate. Fu costruito nel Medioevo intorno a una torre di avvistamento longobarda e oggi è un rifacimento ottocentesco in stile neogotico.

Il palazzo è stata residenza dei Monaldeschi della Cervara e a Sforza Cervara si deve la ristrutturazione in stile rinascimentale del primitivo castello medievale.

 

cortile-castello-di-Torre-Alfina

 

castello-Torre-Alfina

 

Alla fine dell’800 le proprietà signorili furono acquistate dal Conte Edoardo Cahen, che si fregiò del titolo nobiliare di marchese e iniziò i lavori di restauro del castello. Morì prima di vederli terminati e l’opera fu continuata da suo figlio Rodolfo.

Gli interni del castello di Torre Alfina sono costituiti da ricchi ed eleganti arredi e antichi utensili. Quello che però mi colpisce particolarmente è la magnificenza degli affreschi, perfettamente conservati.

 

corridoio-castello-di-Torre-Alfina

 

affresco-Torre-Alfina

 

interni-castello-di-Torre-Alfina

 

interni-castello-Torre-Alfina

 

interni del castello di Torre Alfina

 

interni del castello di Torre Alfina

 

interni del castello di Torre Alfina

 

Dal giardino del castello si ha una superba vista sull’altipiano di Torre Alfina.

Il castello ha riaperto al pubblico dal 2014. Oggi è gestito da Boscolo e viene sfruttato come location per cerimonie e matrimoni.

Le visite in questo periodo sono solo la domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 17. Vi consiglio però di controllare il calendario su questo sito e verificare l’apertura della struttura.

L’ingresso costa 5 euro e la visita è guidata.

 

Bosco del Sasseto

Qui si trova la tomba del marchese Edoardo Cahen, un mausoleo in stile neogotico, rivestito in basalto e rifinito in travertino. Il marchese espresse la volontà di essere seppellito nel bosco, luogo a lui molto caro e che aveva reso agibile con sentieri.

Oggi la sua tomba versa in un vergognoso stato di incuria. La guida ci ha anche detto che è stata più volte depredata e ha subito atti vandalici.

Il bosco del Sasseto è stato definito dal National Geographic “il bosco di Biancaneve”, sembra infatti l’ambientazione di una fiaba: i tronchi curvi degli alberi, i massi rivestiti di muschio e felci e la forza misteriosa della natura sono lo scenario che sovrasta.

 

tomba-marchese-Cahen

 

bosco del Sasseto

Come arrivare al bosco del Sasseto:

Arrivare al bosco del Sasseto non è difficile, ma mancano insegne ed è dunque molto facile non riuscire a trovare il sentiero che conduce alla tomba Cahen. Ecco quindi le indicazioni:

bisogna uscire dal borgo con la macchina, andare oltre la chiesa e proseguire sulla strada asfaltata. Dopo un paio di chilometri la strada diventa bianca, proseguite sempre dritti fino a quando incontrerete sulla sinistra un vecchio casale abbandonato. Potete lasciare lì la macchina e inoltrarvi per il sentiero che troverete alla vostra destra. Percorretelo (ca 300 m) e alla fine si apre in una radura in cui si trova la tomba.

 

Vi lascio al video per darvi un assaggio di questo luogo.

Ricordatevi di iscrivervi al mio canale YouTube! 😉

 

Eliana Lazzareschi Belloni
About me

Scrittrice, web content writer, viaggiatrice. Viaggio con il corpo, la mente e lo spirito. Adoro la natura, i suoi colori e i suoi profumi. Mi piace leggere, ascoltare e immaginare.

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