Viaggiare ci cambia? 5 effetti collaterali per capirlo


È capitato a tutti di lasciare il cuore in un paese che ci ha particolarmente colpito, di aver intrapreso un viaggio che ci ha segnato nel profondo della nostra anima e di morire dalla voglia di parlarne sempre, a chiunque, soprattutto agli estranei, quando diventa un cliché per rompere il ghiaccio. Viaggiare ci cambia nel modo di vedere le cose, di vivere le esperienze, di percepirle. 

A me è successo con la Cina. Il mio percorso è iniziato lì e mi ha trasformata interiormente. Mi sento ancora grata per tutte le esperienze, sia negative che positive, senza di esse non sarei la persona che sono oggi.

Ecco i 5 effetti collaterali per capire se un viaggio ci ha realmente cambiati.

 

#1 Osserviamo le situazioni con mente più aperta.

Il viaggiare è fatale ai pregiudizi, ai bigottismi e alle menti ristrette.”

 

-Mark Twain

Il viaggio ci aiuta ad aprire la mente perché ci conduce lontano dalla zona comfort, dal calore della famiglia e spesso ci insinua in circostanze complicate. Superare questi aspetti indubbiamente ci rafforza, e proprio perché consci del nostro potenziale, diventiamo più aperti verso la novità, i nuovi impulsi, ci liberiamo un po’ di quelle paure che spesso ci attanagliano e riprendiamo fiducia in noi stessi.

 

#2 Ci affidiamo più alle sensazioni che alle parole.

Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi.”

-Marcel Proust

Le emozioni e le sensazioni superano le barriere linguistiche che abbiamo eretto con gli anni. Avete mai fatto caso che un bambino riesce a comprendere il significato delle parole, pur non sapendo ancora parlare? Distingue ciò che è giusto da ciò che è sbagliato perché associa alle parole lo sguardo del suo interlocutore.

Più l’uomo da importanza alle parole, più perde la capacità di riuscire a interpretare un’espressione e le vibrazioni delle persone che lo circondano. Quando si è all’estero, in un paese di cui non si conosce la lingua o non si padroneggia perfettamente, impariamo di nuovo ad affidarci alle sensazioni, ad ascoltare le frequenze che emanano le persone.

 

#3 Impariamo a dialogare con noi stessi

Partire è la più bella e coraggiosa di tutte le azioni. Una gioia egoistica forse, ma una gioia, per colui che sa dare valore alla libertà. Essere soli, senza bisogni, sconosciuti, stranieri e tuttavia sentirsi a casa ovunque, e partire alla conquista del mondo.”

-Isabelle Eberhardt

Se ci ritroviamo all’estero, o per lavoro o per piacere o per motivi di studio, prima o poi dovremo fare i conti con noi stessi. Con quella parte silenziosa della nostra anima, a cui spesso neghiamo un dialogo.

Un lungo soggiorno fuori dal nostro paese ci metterà di fronte a chi siamo realmente. E allora sarà bellissimo accettare i nostri difetti, perdonarci i nostri errori e sorridere delle nostre piccole vittorie.

 

#4 Troviamo completezza in noi stessi

Una volta che hai viaggiato, il viaggio non finisce mai, ma si ripete infinite volte negli angoli più silenziosi della mente. La mente non sa separarsi dal viaggio.”

-Pat Conroy

Al termine di un viaggio ci sentiamo spesso afferrare dall’ansia che ci provoca la partenza, per la perdita del nuovo equilibrio, dalla rabbia per ciò che ci aspetta al nostro rientro e da cui abbiamo vanamente cercato di fuggire.

Ricordati: tu decidi sia il piacere sia il dolore. Il piacere porta sofferenza perché non accettiamo di trovare completezza in noi stessi, ci illudiamo che ci sia sempre qualcuno/qualcosa da cui dipenderemo a rendere migliore la nostra esistenza e finiamo per attribuirgli poteri che potremmo invece trovare in noi stessi.

Se viaggiare ci ha davvero trasformati, allora impareremo a vivere la nostra vita come se fossimo sempre in viaggio, contando solo su noi stessi, sulle nostre potenzialità, sui nostri disegni esistenziali e progetti. Ecco che allora smetteremo di cercare il riscatto dalle nostre miserie.

 

#5 Elaboriamo il bagaglio delle esperienze vissute.

…il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: “non c’è altro da vedere”, sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre.”

-José Saramago

Possiamo azzerare tutto e far finta di niente o sentirci arricchiti da un’esperienza in più e attribuire ai nostri viaggi un nuovo punto di partenza. Sono ancora molti i viaggi che dovremo affrontare, molti quelli della vita. Il vero viaggio non s’interrompe mai, è il cammino della nostra esistenza, continua dentro di noi.

E tu, come ti sei sentito al ritorno da un viaggio?

 

 

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Eliana Lazzareschi Belloni
About me

Scrittrice, web content writer, viaggiatrice. Viaggio con il corpo, la mente e lo spirito. Adoro la natura, i suoi colori e i suoi profumi. Mi piace leggere, ascoltare e immaginare.

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3 Comments

Luigina
Reply gennaio 13, 2017

Ciao Eliana, bellissimo post mi ci ritrovo in pieno. Il viaggio che mi ha segnato è stato quello a Tenerife. Mi sono ritrovata da sola a lottare con le ansie e le paure, che quando le affronti ti rendono più forte. Ho capito che di fatto ero scappata da casa, pensando di poter risolvere i problemi e invece alla fine mi hanno seguito lo stesso a 3000 km di distanza. Viaggiare soprattutto da soli ti fa crescere, ti rende più istintiva ai pericoli, in cuore tuo sai qual è la cosa giusta e quella sbagliata. L'istinto si affina ancora di più. Al mio ritorno ero felice, positiva e propositiva, piena di idee nuove. Allontanarmi mi ha permesso di staccare dalla realtà e tornare con nuovi progetti.
Ho visto con nuovi occhi la mia città e ho cominciato ad esplorare da zero la mia terra, la Calabria.
Ma con il ritorno ho riscoperto il valore più importante, la famiglia.

    Eliana Lazzareschi Belloni
    Reply gennaio 16, 2017

    Bellissima questa tua esperienza, Luigina. Sai, io credo che viaggiare serva proprio a questo: a farci apprezzare quello che abbiamo nel nostro paese per tornare ad amarlo e riscoprire vecchi valori un po' perduti.
    Come dici tu, viaggiare non deve essere una fuga.
    Un abbraccio!

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