Couchsurfing: un modo di esplorare il mondo e l’umanità.


In un mondo flagellato da tristi notizie, – in cui è sempre più difficile fidarsi degli altri, – c’è chi cerca di andare oltre le apparenze e i pregiudizi. In un mondo in cui la paura incatena e paralizza, c’è chi continua ad avere fiducia nel prossimo, a viaggiare, a esplorare le interazioni umane.

 

Sono sempre stata affascinata dalla diversità, forse è proprio per questo motivo che quando viaggio mi piace stare a contatto con le persone del posto e apprendere di più sulla loro cultura, sulla loro storia e sul loro atteggiamento.

 

LEGGI ANCHE:  La vita: un viaggio fra le persone.

 

Questo spirito e filosofia vengono abbracciati in toto dal couchsurfing, una comunità online di viaggiatori che si scambiano ospitalità a titolo gratuito. Ognuno ha un profilo personale con informazioni sui propri interessi e referenze di altri couchsurfers. Chi ospita offre un divano (couch) e, normalmente, la disponibilità a trascorrere il suo tempo libero con l’ospite. I viaggiatori così imparano di più sullo stile di vita della gente del luogo.

 

Affidarsi a perfetti sconosciuti è difficile, forse la cosa più complicata di tutte. Siamo abituati a diffidare e, anche quando ci accadono cose belle, rimaniamo involontariamente sulla difensiva. Spesso scatta un meccanismo psicologico implicito, come se non ci sentissimo davvero meritevoli di certe fortune o gioie, tanto da dover necessariamente cercare un lato oscuro o negativo.

 

In questo periodo di incertezze io ho deciso di ascoltare le storie belle che l’umanità ha da raccontarci, è il mio modo di reagire alla negatività. Ogni giorno ci sono persone che si conoscono in viaggio, relazioni umane che s’intrecciano in maniera spontanea, gente generosa che offre ospitalità a estranei senza aspettarsi nulla in cambio, solo per il piacere di conoscere gli altri, di donarsi, di interagire con loro. E questo è sempre accaduto: in antichità la gente usava ospitare pellegrini e raminghi e all’epoca non c’era internet, non ci si poteva informare sulle persone, non c’erano le referenze di altri ospitanti e ospiti.   

 

Nei giorni passati ho fatto una chiacchierata con un couchsurfer di Roma, Diego. Ha ospitato quasi settanta persone, italiane e straniere, e tutte le referenze lasciate dai suoi ospiti sono ottime. Ovviamente i couchsurfers sono persone aperte a superare lo scetticismo degli sconosciuti.

 

“Sono una categoria dell’umanità”, afferma. “Gente socievole che va oltre le classiche chiusure. Tutti potrebbero fare couchsurfing e, allo stesso tempo, apprezzarlo.”

 

Diego conferma di non essersi mai ritrovato in situazioni spiacevoli con le persone a cui ha aperto le porte di casa, però ricorda divertito la prima volta che ha ospitato. Si è svegliato improvvisamente di notte, assalito da un incubo in cui il suo ospite, un ragazzo indiano, lo derubava.

 

“Questo la dice lunga su come nella nostra mente ci siano determinati condizionamenti, nonostante uno cerchi di essere aperto”, aggiunge.

 

Avendo anche io viaggiato con il couchsurfing mi sono chiesta come si comportino gli host, quando scoprono che non hanno un’intesa con i loro ospiti.

 

“Se non c’è un’affinità immediata sono comunque stimolato ad approfondire. Comprendo che quella persona è diversa da me e quindi scatta una sorta di sfida, il desiderio di andare oltre i giudizi e le impressioni iniziali per cercare di capire chi ho davanti. È in questi casi che poi si scoprono storie interessanti.”

 

Mi racconta quindi di un ragazzo malese che aveva richiesto la sua ospitalità. Sebbene Diego si trovasse in un periodo in cui avrebbe preferito non ospitare, studiando il profilo dello straniero e le referenze dei suoi ospiti – oltre sessanta e tutte positive – rimane colpito dalla generosità che emerge di questa persona e, infine, accetta.

 

Inizialmente il suo ospite appare timido e introverso, senza nessuna passione che li possa accumunare. Durante la conversazione, però, afferma di curare un blog di recensioni cinematografiche. Rivela che un giorno, dopo aver pubblicato un articolo con le sue opinioni su un video a sfondo sociale di una famosa regista malese, viene contattato dalla stessa e iniziano a collaborare. E così, da una persona che sembrava ordinaria, affiora una personalità intraprendente.   

 

La generosità ti porta ad essere aperto verso gli altri, è stata questa la molla che mi ha spinto ad accettare la sua richiesta. Nel suo paese aveva ospitato così tanti viaggiatori che mi sembrava ingiusto che un ragazzo come lui, al momento del bisogno, non trovasse chi potesse ricambiare il favore.”

 

Lo scambio gratuito è la cosa più bella che c’è dietro la filosofia di questa comunità e il progresso di internet, nonostante i suoi lati negativi, aiuta a diffonderne lo spirito.

 

Concludo con una frase meravigliosa di Herman Hesse, per me molto significativa.

 

“La nostra meta non è di trasformarci l’un l’altro, ma di conoscerci l’un l’altro e d’imparar a vedere e a rispettare nell’altro ciò che egli è: il nostro opposto e il nostro completamento.”

 

 

 

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Eliana Lazzareschi Belloni
About me

Scrittrice, web content writer, viaggiatrice, social media manager. Viaggio con il corpo, la mente e lo spirito. Adoro la natura, i suoi colori e i suoi profumi. Mi piace leggere, ascoltare e immaginare.

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13 Comments

Diletta - Sempre in Partenza
Reply aprile 8, 2016

Bell'articolo, e condivido (nella teoria) quello che scrivi. Nella pratica, però, io non ho mai usato Couchsurfing e non so se lo farò mai, nonostante sia iscritta al sito...
Non riesco a fidarmi al 100%, e poi non mi piace l'idea che a volte sei quasi "obbligato" a stare con il tuo host mentre magari tu ti sei fatto dei programmi X per il tuo viaggio, perché magari hai pochi giorni a disposizione.
Sicuramente però è molto adatto a chi viaggia con zaino in spalla per molto tempo e senza troppi programmi, sia per risparmiare sia per conoscere persone se si è da soli!

    Eliana Lazzareschi Belloni
    Reply aprile 8, 2016

    Grazie Diletta. Fidarsi non è sempre facile, anzi. Io scelgo persone che hanno tante referenze, per essere più tranquilla. Poi se vedo che hanno ospitato altri ragazzi/e italiani/e, magari li contatto per chiedere le loro impressioni o maggiori informazioni.
    Per quanto riguarda il tempo da trascorrere con gli host, dipende molto dalla loro routine. Il ragazzo che mi ha ospitata a Malta lavorava la notte in albergo e dormiva di giorno, quindi praticamente non ci siamo mai incontrati. Solo il giorno del mio arrivo - in cui mi ha dato le mappe e mi ha spiegato quali bus utilizzare - e l'ultima sera quando l'ho invitato a uscire, facendo però presente che non sono tipo da discoteca e che, data la stanchezza, volevo rientrare dopo un paio di ore. Quell'uscita mi ha permesso di scoprire una parte dell'isola che, senza di lui, non avrei mai visto. Ah, inoltre, la mattina della mia partenza, avevo espresso il mio rammarico per non essere riuscita a vedere Vittoriosa e lui si è offerto di accompagnarmi. Sapeva che avevo solo un paio di ore a disposizione, prima di mettermi in viaggio verso l'aeroporto. È stato solo grazie al suo aiuto (e poteva benissimo rimanere a casa a dormire) che sono riuscita a vedere quell'ultima parte di Malta che mi mancava. Da sola avrei impiegato molto più tempo ad arrivare e forse, data l'ansia che precede ogni mia partenza, avrei rinunciato sin dall'inizio per paura di non arrivare in tempo in aeroporto.

SimonePols
Reply aprile 8, 2016

Bell'Articolo Eliana.

La prima volta che ho fatto couchsurfing mi ospitava un ragazzo svizzero in una tenda ad un festival a Colonia ... L'ho poi fatto in Sud America ed è stata un'esperienza UNICA! E' un modo di connettersi alle persone del posto che va spesso ben oltre ogni altro incontro di viaggio. E com'erano contenti i miei host quando per ringraziare mi ero portato la pasta dall'Italia una volta, il pesto, e un'altra volta un pacchetto di gocciole - il ragazzo che mi ospitava in quel caso mi ha chiesto se poteva ordinarle online :D

Da non sottovalutare anche la possibilità di organizzare eventi sulla piattaforma CS - è proprio così che ho conosciuto alcuni di quelli che nel tempo sono diventati grandi amici.

Come dice Diego i CS sono (siamo) una categoria dell'umanità: secondo me di fatto una vera e propria subcultura. Io mi considero ancora piuttosto nuovo in questo mondo ma ho sempre avuto ottime esperienze.

Aggiungo: secondo me il CS è il futuro per i budget travellers! (e qui potremmo parlare per ore sul perché ma forse mi conviene finire qui. Ho organizzato una couchbirra nel tardo pomeriggio ed è già ora di prepararmi :)

Un saluto!
Simone

    Eliana Lazzareschi Belloni
    Reply aprile 8, 2016

    Grazie Simone! Credo che quando cuciniamo italiano per qualcuno lo facciamo sempre contento :-)
    Oddio, ordinare le gocciole online ahah
    Hai ragione, servirebbero ore per parlarne ed è proprio questa la cosa bella.
    Purtroppo viaggio spesso per periodi molto brevi e quindi non ho la possibilità di conoscere in maniera approfondita una cultura ed è qui che subentra il CS, che ci permette di entrare a contatto con uno spaccato di vita delle persone del posto e di conoscere le loro storie, che è poi la parte che preferisco dei viaggi. Per tutto il resto ci sono migliaia di guide in giro.
    Spero la couchbirra sia andata bene :)
    A presto!

    valentina
    Reply aprile 12, 2016

    Mi sono iscritta al sito da poco e avevo anche tentato di usarlo per essere ospitata (anche se, poi, i programmi sono cambiati). Sono d'accordo sia con la tua opinione (magari cambi qualche programma ma la persona che ti ospita ti fa scoprire dei posti che forse non avresti mai trovato) e anche con quella di Diletta (couchsurfing ti fa saltare qualche piano). Quindi, l'ideale sarebbe dividere il soggiorno tra couchsurfing e magari un paio di giorni da soli alloggiando per i fatti propri :) questo è il compromesso a cui sono arrivata nella mia mente! Bell'articolo, molto interessante :)

      Eliana Lazzareschi Belloni
      Reply aprile 12, 2016

      Hai ragione Valentina. È quello che farò nel mio prossimo viaggio: nella prima parte me ne starò da sola.
      Grazie, sono contenta che ti sia piaciuto :)

Laura
Reply aprile 9, 2016

Uso CS da 6 anni.Mi andata sempre bene. Anche se tanti host hanno confessato di ospitare le ragazze con la speranza che ci stanno. Purtroppo non sempre trovi il couch dove e quando ti serve per vari motivi.Se tempo stringe e trovi solo le persone con poche referenze,devi decidere cosa fare. Ma è sempre bello essere ospitati e accompagnati dalla gente del posto.

    Eliana Lazzareschi Belloni
    Reply aprile 9, 2016

    Purtroppo quelli che utilizzano la piattaforma per altri scopi ci sono e un po' si capisce anche da ciò che scrivono nei loro profili o se ospitano esclusivamente donne. Nel dubbio io li evito a priori.
    Sì, vedere i luoghi attraverso gli occhi della gente del posto è molto interessante.

      Elisa
      Reply aprile 11, 2016

      Da quando sono iscritta (un paio di anni) ho ricevuto messaggi da ragazze solo due volte. Il resto, tutti uomini.. cosa che mi ha lasciato un pò perplessa devo dire la verità.

        Eliana Lazzareschi Belloni
        Reply aprile 11, 2016

        Io invece trovo difficoltà a farmi ospitare da donne. Non mi è mai capitato di ricevere richieste di ospitalità, tranne quella di un ragazzo coreano, ma credo che dipenda molto dal fatto di trovarmi in una zona poco turistica. Spesso ricevo contatti da parte di ragazzi/e (più ragazze ammetto) che passano per Viterbo e cercano qualcuno per un caffè o per una passeggiata. Purtroppo chi utilizza la piattaforma per altri scopi c'è, ma spero sia soltanto una minima parte.

flavia
Reply aprile 27, 2016

Bello quest'articolo! Sono d'accordo con te sul fatto della nostra chiusura mentale su questo genere di cose, io in primis non ho molto coraggio di provare il couchsurfing e avrei le stesse paranoie che ha avuto Diego le prime volte se fossi io a ospitare...quando magari non c'è assolutamente problema..tutto forse sta a cominciare ed uscire dalla propria zona di comfort

    Eliana Lazzareschi Belloni
    Reply aprile 28, 2016

    Un giorno ti racconterò le paranoie che ho avuto io la prima volta che mi sono fatta ospitare.
    Hai ragione, bisogna cercare di abbattere un po' dei nostri pregiudizi.

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