Insegnare inglese in asili cinesi, l’esperienza di Lucia.


Una delle esperienze più belle di cui mi abbia fatto dono la vita è stata l’opportunità di insegnare inglese in asili cinesi a Pechino nel 2011. Era un lavoro che svolgevo saltuariamente per non trascurare lo studio, che era il motivo principale per cui mi ero trasferita a Pechino nel 2010. Quelle poche supplenze che effettuavo ogni mese, però, mi permettevano di guadagnare un po’ di soldi con cui sostenere i costi della vita.

L’agenzia per la quale lavoravo si occupava di reclutare insegnanti per i vari asili privati e della loro formazione.

Prima di allora non mi era mai capitato di rapportarmi con i bambini di una cultura così diversa dalla mia. Ho scoperto attraverso i loro occhietti vispi come ci vedono i cinesi. ‘Occhi e nasi grandi’. Le loro manine mi sfioravano il volto con curiosità, come per accertarsi che fossi vera.

Ascoltare le loro vocine tenere e stridule parlarmi in cinese era una melodia per le mie orecchie e quasi mi pesava interromperli per richiamare la loro attenzione e interrogarli in inglese. Loro avevano sicuramente molte più cose da insegnare a me.

‘La maestra straniera’ mi chiamavano e il mio cuore si colmava di dolcezza. ‘Ciao maestra straniera, a domani’, ripetevano all’uscita, sventolando le loro manine.

Proprio perché non ho svolto questa attività in maniera continuativa, ho ritenuto necessario che a raccontarvela fosse una mia amica abruzzese, Lucia. Anche lei come me ha vissuto un anno a Pechino, è proprio lì che ci siamo conosciute. Da gennaio a luglio 2011 ha lavorato regolarmente come insegnante in alcuni asili cinesi.

L’ho intervistata e ci racconta questa sua esperienza di lavoro in Cina e il rapporto con le colleghe cinesi.

Lucia con bambino cinese

lezione di arte in asilo

bambina cinese

Lucia, descrivici un pochino come si svolgeva la tua giornata di lavoro nell’asilo.

Insegnavo inglese esclusivamente ad alcune classi, quelle per cui le famiglie pagavano una retta annuale più alta, proprio perché era previsto l’insegnamento di una lingua straniera. Ero in asilo dalle 8 del mattino fino alle 13 circa. L’organizzazione della mattinata era stabilita dall’agenzia che mi aveva assunto e avevo perciò un programma da rispettare. Si cominciava solitamente con qualche canzoncina per ‘scaldare’ i bambini,  seguiva la lezione vera e propria, assolutamente non frontale, ma al contrario molto dinamica. Si proseguiva con attività di svago e lezioni di arte e disegno. Per circa 20 minuti erano anche previsti giochi all’aperto. Alle 12 veniva servito il pranzo e il mio compito era quello di insegnare ai bambini i nomi inglesi delle vivande e delle stoviglie. Subito dopo pranzo i bambini andavano a dormire fino alle 14.30. Io li aiutavo a spogliarsi e a indossare i pigiamini.

Quanti anni avevano i bambini a cui insegnavi?

Erano di età compresa tra i 2 anni e mezzo e i 6 circa.

Com’era il tuo rapporto con loro?

Si è creato sin da subito un fortissimo legame. Erano molto affezionati a me ed io a loro. Alcuni erano molto attivi e vivaci, spesso rimanevo sorpresa dalla loro velocità di apprendimento e di memorizzazione dei vocaboli. Lavorare con i bambini è un’esperienza meravigliosa.

bambina cinese

bambino cinese

bambina cinese

E con le insegnanti cinesi?

Con loro il rapporto era quasi nullo. Inoltre, da contratto, non potevo parlare del mio stipendio e ciò era spesso motivo di imbarazzo in quanto loro mi chiedevano informazioni al riguardo con molta frequenza. Nella cultura cinese è normale parlare di soldi e fare domande in merito.

Che cosa proponeva la mensa dell’asilo?

Ovviamente riso bianco, accompagnato da carne o verdure. Spesso anche zuppe vegetali. I bambini mangiavano senza fare capricci e anche questo è un aspetto che mi ha particolarmente colpita.

bambina cinese

lezione di inglese

cartellone con nomi inglesi

Lucia disegna con bambina cinese

Ora te lo chiedo io, quanto guadagnavi?

Le insegnanti part-time come me percepivano circa 5.500 yuan al mese (circa €776). Le supplenze  che spesso facevo nel pomeriggio (dalle 14.30 alle 16.30) presso altri asili mi venivano retribuite 100-120 yuan ciascuna. Non era raro ricevere un bonus di circa 100 yuan al mese come premio per le supplenze. Spesso infatti venivo contattata con un minimo preavviso.

Come venivi retribuita?

Direttamente sul mio conto bancario cinese. Ne avevo aperto uno presso l’HSBC Bank ed era molto comodo. L’agenzia è sempre stata puntuale nei pagamenti e non ho mai avuto nessun genere di problema.

Come avevi trovato questo lavoro?

Trovai l’annuncio su internet e venni chiamata per il colloquio.  Dovetti poi sostenere un paio di prove in una classe e seguire un primo training.

Era richiesta qualche competenza specifica?

Ovviamente un’ottima conoscenza della lingua inglese e in sede di colloquio veniva valutato anche che non si avesse un forte accento italiano. Una laurea in lingua inglese e le varie certificazioni erano un plus. Io in Italia, l’anno precedente, mi ero laureata in mediazione linguistica, con focus sulla lingua inglese e cinese.

lezione di danza cinese

bambini cinesi giocano

bambina cinese

Come valuti complessivamente questo tipo di esperienza?

Insegnare inglese in asili cinesi è stata un ulteriore modo per vivere a 360° la mia esperienza a Pechino e per questo ne sono entusiasta. Inoltre mi ha fatto apprezzare un campo lavorativo, l’insegnamento,  che prima di allora non avevo mai considerato. In italia ho poi proseguito i miei studi in questa direzione.

Lucia disegna con bambina cinese

bambine cinesi

bambine cinesi

Concludo con l’ultima domanda. Cosa consiglieresti ai giovani italiani che decidono di trasferirsi in Cina per cercare lavoro come insegnanti di italiano o inglese?

Riuscire a ottenere un lavoro di questo tipo non è in verità difficilissimo, ma una volta trovato è indispensabile essere flessibili e aperti alle diversità culturali o potrebbe essere dura resistere.

 

 

 


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Eliana Lazzareschi Belloni
About me

Scrittrice, web content writer, viaggiatrice. Viaggio con il corpo, la mente e lo spirito. Adoro la natura, i suoi colori e i suoi profumi. Mi piace leggere, ascoltare e immaginare.

2 Comments

Paola Podda
Reply agosto 30, 2017

CIao :)
bellissimo racconto, una curiosità: quale agenzia nello specifico ti ha assunto?
Grazie

    Eliana Lazzareschi Belloni
    Reply agosto 31, 2017

    Ciao Paola, ti ringrazio! Mi sembra si chiamasse Camosen.

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