Un weekend a Parma: arte, storie e leggende


A fine settembre ho trascorso un weekend a Parma grazie a #destinationYOU, progetto di cui vi ho parlato la scorsa settimana qui.

In questo articolo vi descriverò una parte del mio itinerario enogastronomico tra antichi borghi e suggestivi castelli.

 

Perché scegliere Parma come destinazione per un weekend?

 

  • Dimensione umana: Parma è una città a misura d’uomo, si può visitare con una piacevole passeggiata per il centro cittadino o in bicicletta; 
  • Gastronomia: è città UNESCO per la gastronomia creativa. Direi che solo questo motivo giustifichi una visita;
  • Ospitalità: i parmigiani, nonostante siano tacciati di snobismo, sono molto ospitali e accoglienti. Lungo il mio itinerario ho conosciuto moltissime persone interessanti che hanno saputo conquistarmi con storie affascinanti di imprenditoria, agricoltura, storia e arte.
  • Fusione di stili: a Parma si fondono magistralmente numerosi periodi e stili architettonici. Con una semplice passeggiata sembra di abbracciare tempi storici differenti.

 

centro di Parma

Cosa vedere a Parma?

Il primo giorno sono stata accompagnata dalla mia guida alla scoperta di questa città. Passeggiando per via Garibaldi trovate alla vostra destra il Palazzo della Pilotta. Proseguendo per il centro, arrivate poi alla Piazza del Duomo, famosa per il Battistero e la Cattedrale di Santa Maria Assunta.

Parma è caratterizzata dall’austerità e sobrietà degli esterni degli edifici e dall’eleganza e raffinatezza degli interni. 

La cattedrale rappresenta il simbolo della tradizione religiosa della città e, allo stesso tempo, è una monumentale testimonianza d’arte. Al suo interno, infatti, ospita due tesori: un bassorilievo che raffigura la deposizione di Benedetto Antelami e gli affreschi della cupola del Correggio.

 

deposizione di Benedetto Antelami

 

cupola del Corregio

Bike tour con visita a un caseificio:

Ho voluto vivere Parma come una persona del postoper questo ho optato per una gita in bicicletta nel centro storico e nel Parco Ducale.

Non poteva certo mancare una visita presso un caseificio per scoprire la lavorazione del Parmigiano Reggiano, il “re dei formaggi“. Un’antica tradizione che è resistita a nove secoli di storia e oggi si ripete negli stessi luoghi con le stesse tecniche e i gesti rituali di un tempo.

La mia escursione si è articolata per circa 50 km fra la campagna parmense e il centro cittadino. Il giro si è poi concluso in una bottega tipica di Parma, dove ho finalmente potuto assaggiare la famosa torta fritta.

 

forme di Parmigiano Reggiano

 

lavorazione Parmigiano Reggiano

 

lavorazione Parmigiano Reggiano

Il Castello di Torrechiara:

Sono arrivata qui al tramonto, costeggiando i dolci pendii di colline rivestite di vigneti verdissimi, accarezzati dalla luce del sole che si addormentava flebilmente su di essi. Il castello domina in tutta la sua fierezza e austera bellezza. Si tratta di uno dei castelli più suggestivi della zona e fa parte dell’Associazione Castelli del Ducato di Parma.

Un luogo romantico che, per la sua posizione (qui i giovani sono soliti incontrarsi per appuntamenti galanti), si apre alla luce del tramonto, la quale va spegnendosi sui vigneti.

 

castello di Torrechiara

 

castello di Torrechiara

 

cortile castello di Torrechiara

 

vista sui vigneti dal castello di Torrechiara

vista sui vigneti dal castello di Torrechiara

 

vigneti

 

Come molti castelli in provincia di Parma, anche quello di Torrechiara è animato da un’antica leggenda popolare che racconta la storia d’amore tra il conte Pier Maria Rossi e la duchessa Bianca Pellegrini. Si dice che nelle notte di plenilunio, il fantasma del conte si aggiri nei pressi del castello e del Rio delle Favole – la strada che conduce all’ingresso del castello – recitando un motto dedicato all’amata: nunc et semper (ora e sempre).

Queste parole sono rintracciabili nell’affresco della Camera d’Oro, sul nastro che lega due cuori con le iniziali dei due con le loro iniziali.

Il borgo di Torrechiara:

Nell’omonimo borgo si passeggia su stradine acciottolate, fra casette disabitate. Un paese in cui sono rimaste solo sei persone, fra cui Giuseppe Vicari, un signore che conduce con dedizione la sua piccola azienda vitivinicola.

A primo impatto ho avuto l’impressione di avere davanti a me un uomo burbero e schivo, ma poi le sue parole, gli occhi animati dalla passione e i suoi racconti hanno scavato dentro di me, mi hanno aperto una finestra su una vita dedita al lavoro e al vino, una realtà che non ha tardato a conquistarmi.

Nella sua piccola cantina ci ha mostrato i “souvenir che non hanno bisogno di essere spolverati“, i prodotti creati con i doni della Terra: creme di mosto d’uva, Bonarda dolce da accompagnare al Parmigiano Reggiano, Ros d’la Pepa, un vino rosso dedicato a sua madre, prodotto da uve provenienti da un vitigno autoctono Ottimo da abbinare al cioccolato per avvolgere il palato con un aroma seducente.

 

borgo di Torrechiara

borgo di Torrechiara 

Vi ricordo che, grazie a #destinationYOU, ho ideato un pacchetto turistico per Food Valley Travel che include proprio queste tappe. L’ho pensato e testato personalmente, includendo i miei interessi per i borghi, per i castelli e per l’enogastronomia.

Se vi è piaciuto ciò che avete appena letto, sappiate che potrete ripercorrere i miei stessi passi e rivivere le medesime emozioni alla scoperta di Parma e i suoi dintorni.

Fatemi sapere cosa ne pensate.

 

 

 

 

 


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Eliana Lazzareschi Belloni
About me

Scrittrice, web content writer, viaggiatrice, social media manager. Viaggio con il corpo, la mente e lo spirito. Adoro la natura, i suoi colori e i suoi profumi. Mi piace leggere, ascoltare e immaginare.

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6 Comments

audrey
Reply ottobre 26, 2016

ci sono stata da piccola parecchie volte e ne ho un bellissimo ricordo!

    Eliana Lazzareschi Belloni
    Reply ottobre 26, 2016

    È molto carina infatti ☺️

sabrina faietti
Reply aprile 26, 2017

al castello di torrechiara hanno girato alcune scene del film ladyhawke

    Eliana Lazzareschi Belloni
    Reply aprile 26, 2017

    Sì, lo so. Ho parlato con un signore di Torrechiara che fece una comparsa nel film.

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